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mercoledì 1 ottobre 2008

Realtà e finzione si fondono


Nell'intrattenimento digitale appare sempre più evidente la ricerca a modellare un mondo credibile, quindi le più sfrenate fantasie si possono trasformare in immagini concrete. La letteratura ha intrapreso questa strada molto tempo fa, ancor prima che esistesse la meravigliosa illusione chiamata cinema. Oggi gli effetti digitali rendono qualsiasi cosa "possibile". E questa tendenza si fa largo in tutti i campi, compreso quello della musica. Il video qui sopra è quello dei Royksopp, gruppo elettronico norvegese da me particolarmente apprezzato; il pezzo si intitola What Else Is There. E' proprio guardando il video che ho pensato a quanto scritto sopra. Il surrealismo del pezzo si fonde perfettamente con le immagini che scorrono. Una donna che si muove sospesa in aria (simile ad un avatar di SecondLife), delle case che si sradicano dal terreno e lentamente scivolano via. Una foresta immersa nella nebbia nasconde parti di realtà. Ma quale realtà poi? Tutto questo mi ricorda due libri: Tideland e Il mare di legno.
La tesi procede, posso mettere (quasi) un punto al primo capitolo.

giovedì 4 ottobre 2007

Remare in un mare di legno


Sareste capaci remare in un mare di legno? Si, di legno. Niente acqua, troppo facile, qui si parla di legno come materia solida. Naturalmente la prima risposta che si darebbe, affidandosi alla logica, alla ragione, è un perentorio no. Leggendo il libro di Jonathan Carroll, terminata l'ultima pagina, ho ripensato alla domanda scritta qui sopra, e la risposta è stata tutt'altro che no. Il mare di legno è un romanzo che mischia surrealismo con quotidianità, riflessioni profonde, direi filosofiche, con momenti di narrativa veloce e piacevole.
Leggendolo mi sono immerso nella provincia americana, quella tranquilla in questo caso, niente scintille di violenza e razzismo strisciante raccontate dalla provincia di Lansdale, quella del sud. Crane's View è una piccola cittadina assopita, tra i soliti personaggi di paese c'è anche il capo della polizia Francis McCabe, è lui che riceverà la visita di un cane ridotto male, con tre zampe, un aspetto orribile e che, poco dopo, gli morirà nel suo ufficio. Il cane verrà seppelito da Francis ma il cadavere sembra non voglia rimanere nella sua fossa... Il capo della polizia McCabe si addentra in una storia piena di stravanganze e, ad aiutarlo, non sarà da solo, ma i suoi io del passato torneranno per ricodargli chi era e chi è adesso. La sensazione di imbarazzo o di biasimo che si prova sfogliando le vecchie foto che testimoniano chi eravamo, è descritta benissimo da Carroll.
Ecco, come si può immaginare la fantasia si intreccia con la realtà, e questa sarà una costante del libro di Carroll. Ciò che più mi ha stupito è che le cose strane, quelle che interferiscono con la realtà di Francis McCabe, mai si rivelano fuori posto, insomma, il romanzo è scandito dal reale e surreale che convivono in perfetta armonia, si pensa addirittura che non sia per nulla impossibile spiccare il volo da una cappotta di una macchina, anzi, è la cosa più facile del mondo. Dopo aver letto questo libro, fatevi questa domanda "saprei remare in un mare di legno?", la vostra risposta sarà "probabilmente si".