
L’inconsistenza dell’essere. Questa è una frase tremendamente bella, credo che qualsiasi scrittore vorrebbe utilizzarla nel suo romanzo. E’ una frase particolarmente musicale: questa esse che assume diverse tonalità la rende armoniosa. Ma, soprattutto, è una frase piena zeppa di significato. Cavolo, ci si potrebbe tirar su una tesi di filosofia. Ieri sera, terminando la lettura de Il Fu Mattia Pascal di Pirandello ho pensato a questa frase, forse il mio cervello ha voluto sintetizzare il romanzo in questa parole. Effettivamente, seguendo le peripezie di Mattia, penso alla profondità del messaggio che Pirandello ha voluto inviare al lettore.
Perdere la cognizione di essere qualcuno e, successivamente, cercare un’identità vera, profonda, immune alle distorsione che compie la società cercando di schematizzare le caratteristiche personali, è la più grande ricerca che l’uomo del ‘900 poteva compiere. Tutt’oggi la ricerca della propria identità appare una della fatiche più ardue dell'uomo. Internet è uno strumento dove le caratteristiche personali ostentate in un ambiente analogico possono diversificarsi, o moltiplicarsi, creando identità multiple. L’identità multipla e mutevole è un concetto che trova una chiave di lettura vincente se rapportato alla cultura dei media attuali. Immagino se Pirandello potesse curiosare sulla rete, chissà quante ispirazioni potrebbe trovare, chissà che romanzo potrebbe nascere. Magari un Mattia Pascal digitale.
