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lunedì 6 ottobre 2008

Oscillococcinum


Sabato mi sono preso tutta, o quasi, la pioggia di Roma. Sono raffreddato ed ho la tosse. Addirittura mi cola il naso, tanto per capirci. Il pronto intervento materno mi ha tempestivamente consigliato l'assunzione in dosi massicce di Oscillococcinum, un medicinale omeopatico che sta facendo il suo lavoro (tosse, hai giorni contati). Sabato sera sono rimasto a casa, precisamente infagottato nel letto. Ho finito di leggere Il corpo e il sangue di Eymerich di Valerio Evangelisti (poco attraente, poco tutto); mi sono letto tre quarti dell'ultimo numero dell'Internazionale (c'è un articolo di David Rieff sulle imminenti elezioni presidenziali americane molto interessante, mi ha colpito la definizione di Obama come la figura medievale del Re Taumaturgo, da leggere). Ieri sera sono stato al cinema con Fede, ci siamo piacevolmenti intrattenuti con l'ultima fatica dei fratelli Cohen, Burn after reading: una divertentissima e cinica carrellata dei sintomi dovuti alla decadenza (culturale? sociale? economica? politica? un pò tutto?) americana, da vedere.
E dopo questo week end molto acculturato, da bohemien un pò smorfiosetto, ritorno a scrivere la tesi, si prospetta una settimana campale, dove l'aggettivo campale non descriverebbe al meglio lo "scuotimento" dei miei poveri neuroni.

sabato 20 settembre 2008

Novità, libri e una piccola critica

Un bel po’ di novità. La prima, come potete notare, è la grafica. Dopo un anno e qualche mese con lo stesso vestito, il blog meritava qualcosa di nuovo. Ho usato i colori primari e un paesaggio elettrico, si perché di questi tempi sono molto elettrico (in tutti i sensi). Altra novità, ho ampliato la sezione contatti, oltre alla mail ci sono i contatti Facebook e aNobii. I tags sono stati formattati a nuvola, quelli più utilizzati risultano essere i più grandi e, via scorrendo, i meno etichettati se ne stanno piccoli in fondo. Due cosette in fase di allestimento: la prima è quella della raccolta dei miei racconti Ore piccole che vorrei farvi scaricare ma, sinceramente, non so proprio come fare. Consigli? La seconda riguarda i miei link, vorrei risistemare il tutto, dividendo gli amici blogger (e non solo) dai siti più istituzionali. Va bè, con un po’ di pazienza tutto si sistema.

Per quanto riguarda le mie ultime letture ho due bei consigli da proporvi. Il primo romanzo è quello di Vanni Santoni, Gli interessi in comune. Un romanzo che si sviluppa in racconti, anzi, per meglio dire, leggende da bar sorprendentemente narrate. La provincia toscana fa da sfondo. Il libro è il susseguirsi delle vicende di un gruppo di amici che provano diversi tipi di droga (i nomi delle droghe scandiscono ogni capitolo). Alcuni personaggi emergono con grande forza, fra tutti il Mella che in alcuni tratti si scolla dal normale scorrere della storia, mostrandosi a tutto tondo. Non è facile in un romanzo far emergere così bene i personaggi, e quando questo accade, il merito è dello scrittore che riesce a collocare nell’immaginario del lettore una figura nitida, quasi palpabile. Si parla di giovani, ma se ne parla in modo diverso, decisamente più cinico e distaccato. Una letteratura sui giovani lontano dagli stereotipi brizziani (non che Brizzi, con Jack Frusciante non mi sia piaciuto, ma avevo diciasette anni) o, dio ci salvi, da quelli mocciani (mai provato). E’ da leggere.

L’altro romanzo è Despero di Gianluca Morozzi. Mi è stato regalato dalla Fede per il mio compleanno. Azzeccatissimo. La storia narra del giovane Kapra, chitarrista bolognese che forma insieme ai suoi amici di sempre la rock band Despero. Il libro scorre via come niente, e questo è il merito di Morozzi (ah, se vi capita leggetevi Black out: adrenalina allo stato puro), che sa raccontare con una leggerezza e, qualche volta, con fare scansonato, storie d’amore, musica, birre e assoli di chitarra elettrica. C’è un velo di malinconia che pian piano si appesantisce (forse un po’ troppo, forse un po’ troppo nostalgico), ma nel complesso il romanzo è spassoso e frizzante.

Infine, lascio due righe due riguardo l’ultimo film di Ferzan Ozpetek: deludente è dir poco. Non che il regista turco mi abbia fatto impazzire in passato, ma quando finiva un film un messaggio c’era, qualcosa riuscivo ad assimilare da quella storia. Nel film Un giorno perfetto tutto è miseramente statico e, allo stesso tempo, scontato e gratuito. L’impianto narrativo pessimo, le scene di violenza sono gratuite e mai contestualizzate e i personaggi recitano in ruoli stereotipati. E poi basta con ‘sta trasposizione in pellicola di romanzi tristissimi, esistenzialisti, grondanti di pessimismo all’italiana. Il messaggio che passa è la visione di una società vista con gli occhi di chi, ogni sera, placa i suoi borbottii sul costume italiano sorseggiando Martini (con oliva verde, please). Scusate lo sfogo.

lunedì 25 febbraio 2008

Presto su celluloide


Girovagando per la rete ho scoperto che lo straordinario romanzo di Yates, Revolutionary Road, diventerà un film, o meglio, la mutazione da parole in immagini è già avvenuta, ma dovremo attendere per il natale prossimo. Ad interpretare i Wheeler ci saranno Leonardo Di Caprio e Kate Winselt, la regia è affidata a Sam Mendes (American beauty), in America sembra esserci una certa attesa dovuta anche alla riscoperta di una colonna portante della letteratura americana contemporanea come Richard Yates dimostra nel romanzo.
Altra trasposizione da carta a celluloide è invece il nostrano Come dio comanda, del patinato Niccolò Ammaniti, su cui piovono ultimamente un certo numero di critiche (ma si sa, quando uno scrittore vende più del solito i critici devono storcere il naso: gli è dovuto). Diretto dal grande Salvatores, nel parco attori spiccano due nomi, quello di Filippo Timi (sto leggendo il suo libro, E lasciamole cadere queste stelle) ed Elio Germano, due attori che fanno ben sperare per il futuro del cinema italiano. Sul libro, che ha vinto il Premio Strega 2007, posso dirvi che, rispetto a Ti prendo e ti porta via e Io non ho paura, c’è qualcosa in meno, cosa non saprei dirvelo, per ora.
Infine, per quanto riguarda le mie storie, posso annunciarvi che ieri ho terminato il primo racconto di una raccolta che vorrei proporvi sul blog, tempo permettendo, dal titolo 9 modi per dire amore. Tranquilli, non c’è alcuna influenza mocciana. Vi farò sapere.