Un bel po’ di novità. La prima, come potete notare, è la grafica. Dopo un anno e qualche mese con lo stesso vestito, il blog meritava qualcosa di nuovo. Ho usato i colori primari e un paesaggio elettrico, si perché di questi tempi sono molto elettrico (in tutti i sensi). Altra novità, ho ampliato la sezione contatti, oltre alla mail ci sono i contatti Facebook e aNobii. I tags sono stati formattati a nuvola, quelli più utilizzati risultano essere i più grandi e, via scorrendo, i meno etichettati se ne stanno piccoli in fondo. Due cosette in fase di allestimento: la prima è quella della raccolta dei miei racconti Ore piccole che vorrei farvi scaricare ma, sinceramente, non so proprio come fare. Consigli? La seconda riguarda i miei link, vorrei risistemare il tutto, dividendo gli amici blogger (e non solo) dai siti più istituzionali. Va bè, con un po’ di pazienza tutto si sistema.

Per quanto riguarda le mie ultime letture ho due bei consigli da proporvi. Il primo romanzo è quello di
Vanni Santoni,
Gli interessi in comune. Un romanzo che si sviluppa in racconti, anzi, per meglio dire, leggende da bar sorprendentemente narrate. La provincia toscana fa da sfondo. Il libro è il susseguirsi delle vicende di un gruppo di amici che provano diversi tipi di droga (i nomi delle droghe scandiscono ogni capitolo). Alcuni personaggi emergono con grande forza, fra tutti il Mella che in alcuni tratti si scolla dal normale scorrere della storia, mostrandosi a tutto tondo. Non è facile in un romanzo far emergere così bene i personaggi, e quando questo accade, il merito è dello scrittore che riesce a collocare nell’immaginario del lettore una figura nitida, quasi palpabile. Si parla di giovani, ma se ne parla in modo diverso, decisamente più cinico e distaccato. Una letteratura sui giovani lontano dagli stereotipi brizziani (non che Brizzi, con Jack Frusciante non mi sia piaciuto, ma avevo diciasette anni) o, dio ci salvi, da quelli mocciani (mai provato). E’ da leggere.

L’altro romanzo è
Despero di
Gianluca Morozzi. Mi è stato regalato dalla Fede per il mio compleanno. Azzeccatissimo. La storia narra del giovane Kapra, chitarrista bolognese che forma insieme ai suoi amici di sempre la rock band Despero. Il libro scorre via come niente, e questo è il merito di Morozzi (ah, se vi capita leggetevi Black out: adrenalina allo stato puro), che sa raccontare con una leggerezza e, qualche volta, con fare scansonato, storie d’amore, musica, birre e assoli di chitarra elettrica. C’è un velo di malinconia che pian piano si appesantisce (forse un po’ troppo, forse un po’ troppo nostalgico), ma nel complesso il romanzo è spassoso e frizzante.
Infine, lascio due righe due riguardo l’ultimo film di Ferzan Ozpetek: deludente è dir poco. Non che il regista turco mi abbia fatto impazzire in passato, ma quando finiva un film un messaggio c’era, qualcosa riuscivo ad assimilare da quella storia. Nel film Un giorno perfetto tutto è miseramente statico e, allo stesso tempo, scontato e gratuito. L’impianto narrativo pessimo, le scene di violenza sono gratuite e mai contestualizzate e i personaggi recitano in ruoli stereotipati. E poi basta con ‘sta trasposizione in pellicola di romanzi tristissimi, esistenzialisti, grondanti di pessimismo all’italiana. Il messaggio che passa è la visione di una società vista con gli occhi di chi, ogni sera, placa i suoi borbottii sul costume italiano sorseggiando Martini (con oliva verde, please). Scusate lo sfogo.