lunedì 1 ottobre 2007

Quando un libro è una sopresa


Le mie letture estive, come ho già scritto un pò di post fa, sono state quasi tutte piacevole, alcune direi addirittura formative (Don De Lillo in primis); comunque, sta di fatto che quest'estate ho pescato dei bei libri. Tra questi devo annoverare una vera e propria sopresa, il libro scritto da Marco Amato, Una bomba la cantagiro.
Che roba è? Io ne sapevo meno di voi fino a che non mi è capitata sotto al naso la recensione del suo romanzo su Nandropausa, un bel contenitore di letture selezionate e consigliate dai Wu Ming. Di solito, se si ha giù un pizzico di empatia con il collettivo, non si rimane mai delusi dalle loro proposte. Nel numero di luglio c'era anche Una bomba al cantagiro. Lo ammetto, la prima cosa che mi ha stuzzicato è stata la copertina, grafica essenziale, messaggio chiarissimo. Ma poi naturalmente la recensione mi ha convinto a leggerlo. E quindi eccomi seduto sul balcone, con i piedi sulla ringhiera a gustarmi questo romanzo.
Una bomba al cantagiro è ambientato nell'Italia del 1969, dove la contrapposizione tra un periodo di benessere e serenità, con la fine degli anni del boom economico, rappresentato perfettamente dal carozzone del Cantagiro, e le rivendicazioni sociali con annesse tensioni crescenti, spesso sfociate in atti di violenza come l'esplosioni di bombe, fa da cornice al romanzo. Io, nato nel 1982, naturalmente del Cantagiro ne sapevo poco, anzi nulla. Era una competizione canora itinerante che animava le estati italiane con i più importanti cantanti nostrani. Marco Amato dipinge con un tono grottesco, quasi dissacrante, lo spettacolo, e riassume tutto questo nella figura di Ricky Danesi. A mio parere un personaggio a tutto tondo, esilarante, uno di quei personaggi che mi rimarrà in testa. Danesi è un cantante cascato nel dimenticatoio, uno di quelli che è riuscito a ritagliarsi uno spazio nel periodo di benessere e serenità cantando una canzone mediocre che dura un'estate e che poi si dimentica. L'eccentricità di Ricky Danesi è ben bilanciata con la dedizione al lavoro e la fede nello stato, del cellerino, promosso agli uffici affari riservati, Pino Abbrescia. Due personaggi notevolmente diversi che però hanno un interesse comune, la musica.
La storia è ben riuscita, è avvolgente, dinamica, senza zone grigie. Interessante poi la struttura narrativa, dove si alternano narrazioni in prima persona, a ritagli d'articoli dell'epoca, a rapporti informativi della polizia, ad estratti di bibliografia.
Una bomba al cantagiro di Marco Amato è una lettura che consiglio vivamente, oltre che ad essere piacevole e divertente ha una chiave d'interpretazione originale di quegli anni, tanto calcalti da quella narrativa impegnata e pesante di sinistra che mai ha trovato il giusto equilibrio tra fiction e impegno.
Non voglio spingermi oltre, comunque, se vi capita di adocchiare il libro non lasciatevelo sfuggire, vi perdereste una bella sorpresa.

3 commenti:

ilaria ha detto...

Gira che ti rigira (squallido gioco di parole..) mi hai fatto venire una voglia di divorarlo, 'sto libro..

Andrea Patassa ha detto...

Ciao Ilaria! Si merita davvero...se ti capita divoralo, trattieni il ruttino dopo eh?! :)

Naima ha detto...

anche a me ha sopreso e divertito molto questo libro, è strepitoso, se ne trovano pochi così! Bravo Marco!