domenica 21 ottobre 2007

I Patassa son tanti, milioni di milioni

Il Patassa, un lungagnone romano. Capelli a parte ha per la testa sempre qualcosa, diciamo che la sua natura è quella di Piranesi, raccoglie frammenti, li mette insieme e ne tira fuori qualcosa di nuovo, originale, impensato. Io sono il nuovo frammento. Come l’ho conosciuto? Beh, bisognerebbe chiedere a nonno Luigi che faceva il contadino si sposò due volte ebbe figli quinquaginta et quinquaginta… vabbè, tirandola corta, per uno di quegli strani incroci generazionali è il figlio di un mio cugino che potrebbe essere mio padre. Non ho mai detto che fosse facile, i Patassini sono secondi solo ai Buendìa e la nostra Macondo si chiama Casaroscia. E come per i Buendìa pare che le generazioni passino, le città cambino ma certi tratti di famiglia restino. Se a lui piace disegnare io faccio l’architetto, scriviamo e leggiamo, capelli ne ho più io, naso uguale. Ci somigliamo insomma, o almeno ci piace pensarlo.

Ad Henry si ricorre per un drink, appena entrati. E a lui ci si affida per una cena raffinata, servita in maniera discreta e ineccepibile. La sua figura magra, quasi ascetica nei suoi sessanta ben portati, accompagna poi silenziosa l’inizio dell’interrogatorio dell’ospite della serata, scandito dalla domanda di rito “Come giustifica la sua esistenza, Mr….?”. Almeno fino a quando non gli viene richiesto di intervenire per sciogliere un enigma che l’ospite offre più o meno consapevolmente durante la conversazione. Questa la ritualità di ogni riunione dei Vedovi Neri, che si riuniscono ogni mese nella saletta privata di un ristorante, ogni volta con un ospite diverso che dovrà sottostare a tre condizioni: rispondere all’interrogatorio rivoltogli dai membri del club, mantenere il più stretto riserbo e il non essere donna. Henry è il cameriere, unico testimone, insieme al lettore, delle riunioni del club e membro effettivo per meriti acquisiti sul campo. Naturalmente, Isaac Asimov.
Nessun cadavere, nessuna concessione sanguinolenta, nessuna analisi di laboratorio, nessuna azione concitata. Anzi, unità di tempo e di azione del teatro classico: tutto comincia e termina, deve terminare, nel volgere di una cena e di una conversazione brillante. Asimov concede ai membri del club e ad Henry un ascolto attento e la possibilità di formulare domande all’ospite. Sufficienti però a stimolare la conversazione: gusto della parola, curiosità, ironia con cui i Vedovi neri, guidati da Henry, arrivano a riconoscere i dettagli determinanti nei racconti e ricostruire gradualmente uno scenario in cui i fatti raccontati possano tornare al loro posto secondo una normale successione di causa e effetto. Che si tratti di un caso di spionaggio o di un furto misterioso. Un metodo che S. Holmes riassumerebbe con una sua massima, “Quando si esclude l’impossibile, tutto il resto, per quanto improbabile, deve essere la verità”. Da Conan Doyle arriva il meccanismo a orologeria del giallo deduttivo, anche se Asimov si riferisce più a Poirot quando racconta la nascita del primo dei racconti dei Vedovi Neri, richiesto e pubblicato dalla Ellery Queen’s Mistery Magazine. Asimov invita il lettore a seguire Henry nel suo scartare la conclusione più ovvia e allargare gli orizzonti, concedere libertà al pensiero per esplorare la realtà senza pregiudizio, nel senso di giudicare prima. La logica non come limite ma come verifica, la prova del nove. Onesto intellettualmente nel non nascondere nessuno dei fili da riannodare, Asimov concede il piacere del gioco sottile, della sfida ad Henry a risolvere per primi l’enigma.

Paolo è un mio ospite molto gradito, ogni tanto pubblicherà sul blog qualche sua impressione su quello che legge. E' uno in gamba, si capisce. E poi pensare a Casaroscia come una Macondo patassiniana, è una gran bella cosa. Fategli i dovuti benevenuti, se li merita.

6 commenti:

Mcfly ha detto...

PATASSA....TU SEI UN MITO...X NOI POVERI ESSERI INDEGNI ( MOLTO BASSI )...CHE TI ACCOMPAGNANO QUASI QUOTIDIANAMENTE ALL'UNIVERSITA'!!!!!

GRANDE BLOG....GRANDE PATASSA...VERAMENTE...SPERO UN GIORNO DI RAGGIUNGERTI..(X L'ALTEZZA SARA' MOLTO DIFFICILE )...CIAO...GIAN MARCO..

Anonimo ha detto...

Anch'io mi associo ai complimenti del mezz'uomo! Questo blog sembra fatto da una grande azienda, anzichè da te! Grafica spettacolare.....
Bravo Patax
Francesco

ILARIA ha detto...

Benvenuto secondo Pata!!!
A entrambi dico..grande Isaac!!
A proposito di fantascienza e giallo mi sa che devo proprio prestarti/vi un libro..

Andrea Patassa ha detto...

grazie ragazzi,troppo buoni.

Ilaria:presta, presta, che Asimov mi/ci intriga. :)

Secondo Pata ha detto...

Un impegno concreto: più Asimov per tutti.

Minimum Fax sta ripubblicando le raccolte dei racconti dei Vedovi Neri: 4 volumi, di cui i primi due già in libreria, con i racconti commentati dall'autore. Un piccolo, grande, piacere.

Paolo ha detto...

Ciao Andrea.
Come promesso mi affaccio sul tuo bel blog e ti scrivo di due titoli che in anni passati mi hanno entusiasmato.
IL primo libro è CECITA' di J. Saramago.
L'altro titolo è RULLI DI TAMBURO PER RANCAS di E. Scorza.
Portoghese il primo e sud Americano il secondo.
Un salutone!
Paolo