mercoledì 9 luglio 2008

Black list


“Ma ci sono libri che non ti sono piaciuti?” Effettivamente, parlando con chi bazzica sul mio blog, qualcuno mi ha chiesto se, oltre ai bei libri recensiti, esistessero libri da black list, quelli che proprio non mi sono piaciuti. E’ mio costume non scrivere di quei libri che a me sono sembrati poco interessanti, non per censura, neanche per sferragliare a testa bassa sui binari d’acciaio dei libri più venduti, tanto meno per non offendere l’autore (se poi davvero leggerà questo blog); scrivo quando un libro ha acceso un interruttore nella mia testa: nuova luce in una zona d’ombra. E quando si rischiara un luogo poco conosciuto, è la curiosità e l’interesse a far da padrone, sono loro che mettono in moto i neuroni e mi permettono di scrivere e commentare.

I giudizi, di per sé, non mi piacciono. Insomma, un libro è qualcosa in più di un aggettivo “bello” o “brutto”; un libro è molto meno di una sintesi esaustiva e totalizzante del mondo che viviamo. Un libro è un’impressione, una sensazione condensata in parole, una struttura narrativa formale che nel racconto trova un valido strumento per comunicare qualcosa di più profondo: lo schema del nostro ragionare. Per me leggere è connettersi con i pensieri dell’autore, è un confronto nella sfera virtuale e orizzontale della lettura tra chi comunica con un testo e chi riceve (non passivamente, perché leggere è attività, è azione intellettiva, o no?). Può accadere che la comunicazione sia disturbata. I fattori? Ce ne sono milioni, sono incalcolabili. E’ in tal caso che un libro, a mi giudizio, non riesce ad esprimere il suo potenziale nella soggettività del lettore. Ci sono stati libri, se pur validi, se pur giudicati buoni o addirittura ottimi libri, che io non ho ritenuto tali. Ma questo va oltre un’analisi stilistica, rientra in quello scritto qui sopra. Ecco perché non scriverò di quei libri che non mi sono piaciuti, almeno che, questi ultimi, non trasmettano comunque qualcosa, un valore aggiunto, della benzina per il mio cervello.

Quindi niente black list, nessuna Serie B secondo Andrea. Preferisco raccontarvi quello che provo leggendo qualcosa di stimolante, ricreare in qualche modo l’atmosfera che ho percepito leggendo storie coinvolgenti e penetranti. I libri sono così tanti che, per forza di cose, non si riuscirà mai a leggerli tutti, tanto vale progettare tattiche di lettura seguendo il proprio gusto, il proprio istinto e, ogni tanto, lasciarsi trasportare dal caso.

L'illustrazione è di Ricardo Biriba.

2 commenti:

Naima ha detto...

Andrea sono d'accordo, i gusti sono personali, libri che potrebbero non coinvolgere un lettore, potrebbero appassionarne un altro, è un po' come nell'amore, possiamo innamorarci tutti delle stesse persone? o no? buone vacanze!

ADRIO THE BOSS ha detto...

"Panchine" di beppe Sebaste?
oi pataaaaa grazie per essere passato! poi volevo proporti una cosa!
a prestooooooooooooooo